Ridurre i costi di smaltimento delle acque reflue

Come rispettare le norme che regolano il trattamento delle acque di scarico e ridurre i costi per lo smaltimento, grazie alle tecnologie per il trattamento meccanico degli effluenti

Si prevede che il costo per il trattamento e lo smaltimento delle acque reflue aumenterà del 5% su base annua per i prossimi cinque anni. Questa prospettiva ha spinto le aziende che operano in vari settori a cercare metodi alternativi per ottimizzare i loro processi di trattamento delle acque di scarico. L’acqua gioca un ruolo molto importante nelle operazioni di diverse industrie, dalla manifattura alle costruzioni, dalla chimica agli alimentari, dall’agricoltura alle cartiere; ogni settore ha i propri obblighi di trattamento delle acque reflue per renderle idonee allo smaltimento. Alcune aziende preferiscono affidare trattamento e smaltimento direttamente a compagnie esterne, fronteggiando i relativi costi per il servizio.

Gli elementi principali da prendere in considerazione quando si trattano o smaltiscono le acque reflue industriali sono:

  • Costo per lo smaltimento degli effluenti
  • Norme ambientali che regolano gli effluenti
  • Metodo primario per il trattamento delle acque
  • Metodo secondario e terziario per il trattamento delle acque
  • Fonti di reddito aggiuntive
  • Opzioni per la rimozione meccanica dei solidi dagli effluenti

Costi per lo smaltimento degli effluenti

I costi associati al trattamento e al recupero degli scarichi industriali dipendono principalmente dalle dimensioni della struttura e dalla quantità d’acqua utilizzata lungo il ciclo di produzione. Nella maggior parte dei casi, gli impianti che utilizzano meno di 100.000 litri tendono in proporzione a pagare molto di più per il trattamento e lo smaltimento delle acque rispetto agli impianti che utilizzano quantità maggiori. Naturalmente, è anche possibile che gli impianti che ricorrono a meno acqua possano non avere lo spazio o la possibilità di installare strutture per il trattamento degli effluenti, il che li obbliga ad appaltare il servizio ad aziende terze, oppure a dover pagare cifre maggiori per lo smaltimento di acque di scarico non trattate.

Norme ambientali che regolano gli effluenti

Esistono norme che stabiliscono gli obblighi delle aziende per il mantenimento a livelli sostenibili dell’inquinamento delle acque, incoraggiando il loro recupero e riutilizzo all’interno dei processi industriali. Il potenziamento dei sistemi di raccolta, trattamento e scarico delle acque reflue, insieme ad un corretto smaltimento, hanno con il tempo portato al miglioramento della qualità delle acque. Tuttavia, le aziende concentrate nello sviluppo a volte non prestano la giusta attenzione al problema del trattamento di acque ed effluenti. Questa mancanza di attenzione nei confronti di un elemento fondamentale del processo industriale può causare un aumento dei costi per la corretta gestione dell’acqua, oltre ad avere un tangibile impatto sull’ambiente.

L’acqua di scarico industriale può derivare da varie applicazioni; dalle acque di raffreddamento utilizzate durante la produzione, a quelle di lavaggio degli alimenti; dalle acque reflue risultanti dalla produzione della carta, a quelle ottenute come sottoprodotto delle lavorazioni casearie; la lista è lunghissima e abbraccia anche i settori chimico e farmaceutico. In aggiunta, l’acqua per il lavaggio delle attrezzature, pulite ad alta pressione e con macchinari CIP, contribuisce in modo sostanziale all’aumento dei consumi. Il rischio ambientale di questi liquidi varia a seconda del tipo di industria, ma una piccola parte di grasso, olio, sostanze chimiche, residui di detergenti e metalli pesanti e rifiuti alimentari oppure organici può avere un effetto dannoso sull’ambiente e sulla qualità dell’acqua.

Metodo primario per il trattamento delle acque

Questi motivi spingono all’adozione di procedure per il trattamento generale delle acque, in modo da trasformare l’acqua di scarico in un effluente che possa essere riutilizzato o reinserito nel ciclo idrico con il minimo impatto ambientale. Il trattamento inizia con la raccolta dell’acqua di scarico in una fossa biologica, dalla quale viene poi trasferita in un’area di setacciatura e controllo degli odori, dove vengono rimossi gli oggetti solidi e più voluminosi che possono bloccare o danneggiare gli impianti presenti a valle. L’acqua viene poi soggetta al trattamento primario, che consiste nella sua conservazione in cisterne dove è soggetta al DAF, un sistema di flottazione ad aria disciolta mediante il quale sono estratti i materiali in sospensione, solidi e oli che affiorano in superficie; durante questa fase viene solitamente fatto utilizzo di chiarificanti.

Metodo secondario e terziario per il trattamento delle acque

L’acqua così trattata attraversa poi una fase secondaria e terziaria, necessarie per la rimozione di ulteriori sostanze chimiche e organiche. L’operazione si effettua anche con l’utilizzo di microrganismi e coagulanti chimici, o flocculanti, che portano alla formazione di particelle più voluminose di materiale di scarto che possono essere rimosse più agevolmente.

Fonti di reddito aggiuntive

Inoltre, a seconda della quantità di materia solida rimossa durante le fasi primarie e secondarie di trattamento delle acque, esiste l’opportunità di ottenere una fonte di reddito aggiuntiva. Questa materia solida può spesso essere sottoposta ad un processo di digestione anaerobica, che porta alla formazione di gas metano; il digestato può anche essere utilizzato per creare biosolidi da sfruttare come fertilizzanti e integratori per terreni agricoli.

Opzioni per la rimozione meccanica dei solidi dagli effluenti

Esistono diversi sistemi per il trattamento meccanico degli effluenti, con i quali rimuovere i materiali solidi dalle acque di scarico durante varie fasi del trattamento. Come menzionato in precedenza, i chiarificatori sono un metodo spesso impiegato per la rimozione dei solidi sospesi. Durante questa fase si utilizzano spesso filtri a tamburo oppure rotanti, ma esistono strutture nelle quali non è possibile o economico installare impianti di chiarificazione e di filtraggio di grandi dimensioni.

Il Russell Liquid Solid Separator™ rappresenta una soluzione compatta ed efficace per la rimozione dei materiali solidi dalle acque di scarico. Progettato come un’efficiente alternativa ai separatori tradizionali di liquidi e solidi, questa macchina a centrifuga ha la capacità di gestire solidi morbidi e fibrosi, con maglie che garantiscono alti livelli di separazione fino a 20 micron.

Quest’unità compatta è in grado di gestire alti flussi di liquidi e poltiglie, fino a 100.000 litri all’ora, nonostante le piccole dimensioni; il suo ingombro ridotto ne rende possibile l’installazione lungo un processo di trattamento esistente, la soluzione perfetta per le strutture che necessitano di un filtraggio ad alta capacità e che non possono ricorrere a strutture di separazione che occupano grandi spazi. Le unità sono semplici da operare e richiedono l’intervento di un solo operatore per smontaggio e pulizia, riducendo sensibilmente i tempi di fermo e i costi di manodopera. Inoltre, il separatore solido liquido Russell Liquid Solid Separator™ è stato progettato con una migliore efficienza energetica rispetto ad altri modelli simili, abbattendo ulteriormente i costi di gestione. Russell Finex vanta 85 anni di esperienza nel settore delle tecnologie di separazione a maglie applicate agli impianti industriali. L’azienda offre una serie di macchine per la separazione solidi-liquidi con tecnologia autopulente, ideali per svariate applicazioni di gestione di liquidi e poltiglie, tra le quali ovviamente il trattamento delle acque reflue. Per maggiori informazioni, non esitate a contattare subito Russell Finex.